Le Associazioni

GRUPPO FOLKLORISTICO ZIG ZAGHINI

Il gruppo folkloristico di San Giovanni in Galdo fece la prima apparizione nell’ottobre del 1933   per fare da cornice alla tradizionale festa dell’uva.

Per la prima volta un carro trainato da buoi, allestito e addobbato con tralci, festoni e grappoli   d’uva.

Percorreva le vie del paese in festa.

Il carro nei tratti stabiliti si fermava e i giovani, nello sfoggio di costumi bellissimi, ballavano le danze tradizionali e cantavano.

Questo gruppo di giovani, dopo alcuni anni si sciolse e un nuovo gruppo denominato Zig Zaghini per via di un passo di danza della quadriglia, si organizzò fra i banchi della scuola media.

Il 17 ottobre 1965 il nuovo gruppo ridà vita alla sagra dell’uva.

Da allora il gruppo é andato propagandando per il mondo le nostre tradizioni, la nostra cultura, i nostri costumi, affermatosi come il gruppo più rappresentativo del Molise.

I costumi sono della fine del 700 e sono stati riprodotti fedelmente.

Quello femminile si compone di copricapo di lana arabescata, camicia bianca ricamata con finissimi ricami dell’epoca come “il tombolo” e “il mustacciuolo”, il busto o corpetto ora di panno vellutato, mentre prima era di lana tessuta a mano e valicata a Sepino di colore nero e blu notte, riccamente decorato e molto pieghettato sul davanti.

La gonna di panno di lana color verde con ampie e profonde pieghe nella parte posteriore, il zinale di seta nera ricamato con filo dorato.

Sotto la gonna fanno spicco bianchissimi mutandoni ricchi di merletti pregiati, di retine delle più variate specie.

Il costume maschile è costituito dal pantalone di panno di lana, col portello nella parte anteriore e corti fino al ginocchio o poco più sotto, dalla camicia bianca col collo a “pestagne” e la pettina pieghe e la pettina pieghettata davanti, dal panciotto che fungeva da giacca e dalle caratteristiche uose.

Gli strumenti tradizionali sono:

  • “Il bufù”, formato da una botticella che fa da cassa risonante coperta all’estremità da una pelle a cui è legata una canna;
  • “le misure”, arnesi da cucina di legno duro e stagionatissimo che servivano a contenere la farina gialla (di grano duro) per l’antica panificazione, adatti a strumenti musicali che riproducono il suono delle olive nel volteggiare dei crivelli;
  • “le cicale” e “le raganelle”, strumenti che si usavano in chiesa nelle funzioni religiose delle tre sere della Passione che precedevano la Pasqua;
  • “U dù botte”, organetto a due bassi.

Altri strumenti usati sono la fisarmonica, la chitarra battente e i tamburelli.

 

SOCIETA’ OPERAIA “SAN GIOVANNI BATTISTA”

 

San Giovanni in Galdo, nel 1904 venne fondata la Società Operaia di Mutuo Soccorso aperta a tutti i cittadini disposti «alla concordia e all’affratellamento nel benessere generale cittadino», ma anche alla tutela dei singoli soci in caso di malattia o infortuni.

Nel 1912, forse sulle ceneri della prima, nacque la Società Cattolica di Mutuo Soccorso per iniziativa del parroco locale e con il sostegno della Curia Arcivescovile di Benevento, in quanto il paese dal 1772 era feudo della Badia di Santa Sofia. Il cardinale Fabrizio Ruffo, amministratore dei beni ecclesiastici, mise a disposizione del sodalizio i locali dell’antico “Castello-Monastero” dove ancora oggi ha la propria sede.

Grandi impegni collettivi e trasformazioni giuridiche si ebbero a partire dal 1920 con la costituzione, a cura del notaio Nicola Carlozzi, della Società Cooperativa di Consumo, le cui finalità erano di assicurare per nove anni l’acquisto all’ingrosso di generi di «prima necessità, concimi e solfati per l’agricoltura per ripartirli al minuto fra i soci con il maggior vantaggio possibile».

Nel 1922 Giovanni Passarelli, maestro concertatore e presidente del sodalizio, costituì un Concerto Bandistico con numerosi elementi locali e strumenti musicali moderni. In particolare durante il Lunedì in Albis la Banda era tenuta ad accompagnare la solenne cerimonia della Festa della Bandiera della società: la mattina il vessillo veniva esposto alla finestra della sede sociale, poi, all’ora stabilita, accompagnati dal suono delle campane, le autorità del posto, i reduci e le vedove di guerra, si riunivano per attendere l’arrivo della Bandiera, scortata da due carabinieri in grande uniforme. Il corteo così composto attraversava il paese e si recava in chiesa per assistere alla messa; successivamente raggiungeva il sacrario per rendere omaggio ai caduti. In serata, dopo i fuochi di artificio, la Banda intonava l’Inno del Piave e subito dopo la Bandiera rientrava in sede tra gli applausi della folla. Nella sede sociale ancora si conservano, come cimeli da museo, strumenti e spartiti della gloriosa Banda musicale.

Nel 1925* gli oltre 200 soci approvarono, sotto l’influenza della Chiesa, lo Statuto della Società Operaia di Mutuo Soccorso “San Giovanni Battista”, la quale aderiva alla Direzione Diocesana per l’azione cattolica ed alle organizzazioni dei cattolici italiani. Da tali premesse ne discese che le finalità diventarono «il miglioramento religioso, morale ed economico dei soci», mentre i cittadini per essere ammessi dovevano professare «schiettamente e apertamente i principi cattolici».

Nel 1930 l’orientamento cattolico venne modificato intestando il sodalizio all’eroe “Cesare Battisti”; la stessa censura venne fatta allo Statuto, togliendo la previsione di interventi caritatevoli e inserendo l’obbligo di sostenere economicamente l’Opera Nazionale Balilla.

Al 1934 fra gli iscritti figuravano il segretario politico del Fascio, il comandante della M.V.S.N. del comune e il capomanipolo del M.V.S.N.I. Francesco Passarelli, il quale fungeva da presidente di ciò che rimaneva dell’associazionismo cattolico.

Superato il secondo conflitto mondiale il sodalizio riprese l’attività dal 1946 al 1958 e, dopo un periodo di incertezze, riapprovò nel 1980** un nuovo Statuto che recuperava l’esperienza precedente, adattava il nome della Società Operaia alle nuove esigenze, togliendo le parole “Mutuo Soccorso”, e ripristinava il patronato di “San Giovanni Battista”.  Le iscrizioni vennero aperte a tutti i cittadini senza discriminazione di ceto, di religione o di genere e, per rispondere meglio alle nuove finalità ricreative e culturali i soci furono raggruppati per sezioni di lavoro: Sportiva, Artistica, Teatrale, Musicale, Manifestazioni popolari, Solidarietà e carità. In tale senso si sono tenuti eventi nel periodo di Carnevale e durante l’estate, nonché viaggi di istruzione e intrattenimenti per bambini e anziani durante le feste natalizie.

L’attuale presidente è Rocco Barrasso; la società conta 90 soci circa (fra cui la metà donne) ed ha sollecitato il gemellaggio con quella di Casacalenda.

* – dato non confermabile per mancanza di documentazione certa.

** – c.s.- dato approssimativo ricavato da una nota di modifica dell’ ìarticolo 14 dello statuto (copia dattiloscritta senza data) da parte dell’assemblea ordinaria, recante la data del 2 agosto 1981.